Yamaha YZ 125 '99

Yamaha YZ 125 '99

venerdì 8 luglio 2011

Test ride Honda Crossrunner

Altra moto provata nel test ride Honda ,svoltosi a Brescia,è la novità del 2011 cioè la Crossrunner.
 Esteticamente come tutte le cose,o piace o no,secondo me è abbastanza riuscita,e molto probabilmente altri seguiranno l'esempio.In foto può sembrare goffa e ingobbata,ma vista da vicino quello che salta più all'occhio è il codino che è troppo sottile rispetto al corpo centrale del mezzo.Meccanica e ciclistica attingono al VFR 800 ultra collaudata sport-tourer.
Maneggiarla da fermo è abbastanza facile,e la posizione in sella è comoda, con le gambe non troppo piegate ma neanche in posizione da" poltrona",la schiena è diritta e le braccia arrivano con la giusta angolazione ai semimanubri( che a dir la verità lasciano un pò perplessi con la ricopertura in plastica....ricordano un qualcosa di scooteristico,ma tant'è quando si và in moto lo sguardo va sempre nel punto dove si vuole andare e non costantemente ai semimanubri), i comandi sono tutti al posto giusto,ma ai primi Km, quando si cerca il pulsante delle frecce con il pollice sinistro, si  finisce per suonare il clacson,frizione e cambio sono ottimi così come i freni potenti e pronti all'azione.


 Purtroppo la modalità del test prevedeva un giro, con un  gruppo di una ventina di altri" tester" e tre apripista-controllori, della durata di circa 20 min  per le strade della periferia di Brescia,quindi le doti dinamiche sono state appena percepite;Il motore  quadricilidrico a V ha una coppia lineare ma vigorosa , il  telaio a doppio trave e le sospensioni infondono confidenza e voglia di fare anche qualche piega.Il nome Crossrunner potrebbe far pensare al fuori strada, ma oltre qualche srtadina bianca  non credo che si riesca a fare dell'altro(l'Africa Twin era  un'altra moto).
Il test ride Honda ,tutto sommato è stato piacevole ,sia per la gentilezza del personale,sia per l'opportunità di poter provare dei prodotti di mamma Honda,che non a caso è la più grande casa motociclistica del mondo.

lunedì 4 luglio 2011

Test ride Honda CBR 600 F

Mamma Honda ha fatto tappa a Brescia con il ride tour il 2 e 3 Luglio 2011 e come modalità per i test ride ha scelto di far provare quasi tutta la gamma in produzione a tutti quei motociclisti che avessero avuto voglia e pazienza di aspettare il proprio  turno,infatti in teoria si potevan provare tutte le moto o scooter,bastava aspettare il rientro del" gruppone"di turno guidato e seguito dagli" apripista" Honda e attendere che il modello prenotato si liberasse. 
 La mia scelta è caduta sulla CBR 600 F, sia per curiosità, sia per necessità(in quanto gli altri modelli liberi per quel turno non mi interessavano).Dopo un briefeing(quasi una romanzina),la vestizione di una sobria pettorina Honda fosforescente(gialla per i tester,rossa per gli apripista) e la consegna delle chiavi,si monta finalmente in sella e subito si può dare un giudizio sulla comodità di questa moto, che è davvero notevole e mette subito a proprio agio, con la schiena abbastanza diritta gambe non troppo divaricate,i polsi non troppo caricati e i comandi tutti al loro posto e raggiungibili facilmente.Girata la chiave ,si parte e se c'è una descrizione che calza a pennello è quella di moto elettrica,almeno nel senso che il motore gira silenzioso fino all'entrata in coppia,poi sfodera la grinta che non ho potuto assaporare in quanto eventuali" stupidate"venivano  segnalate al rientro.Quindi niente accelerazioni o pieghe, da qui  difficile trarre altre conclusioni.Il paragone con il vecchio CBR 600 F non si può fare perchè questa in fondo è una Hornet carenata,ma il giudizio generale resta positivo,l'equilibrio e la facilità di guida sono senza dubbio il suo punto di forza.

sabato 18 giugno 2011

Test ride Ducati Monster 1100 EVO

 Dalla prenotazione del test,alla prova vera e propria l'attesa è stata lunga (più di un mese) e quindi le speranze di essere chiamato da Ducati si erano affievolite di parecchio.Ma un giorno di inizio giugno come un fulmine a ciel sereno ecco arrivare una telefonata inaspettata proprio da Ducati Brescia che mi annunciava il lieto evento,domandandomi il giorno e l'ora nel quale avrei preferito fare il test,dopo un attimo di riflessione ho deciso  per il venerdì della stessa settimana,non facendo però i conti con i capricci del tempo che in quel determinato periodo erano frequenti,infatti arrivato il fatidico venerdì eccoti servito il temporale estivo.Poco male, il tutto viene rimandato di una settimana e finalmente recatomi al concessionario Ducati Brescia e dopo aver compilato i soliti documenti vengo accompagnato dal venditore(anche lui vestito e con casco) all'esterno, dove si trovano affiancate due moto:una è il Monster 1100 EVO,l'altra è una Diavel carbon.A questo punto domando con una discerta faccia di bronzo,se il venditore avesse fatto il passegero e per fortuna lui era lì per accompagnarmi nel test con la Diavel,in primo luogo mi è sembrata una mancanza di fiducia,ma nel spiegarmi che il giro era prestabilito e la meta era il monte Maddalena,tutto sommato ho pensato che non era poi così male.Salito in sella alla naked per eccellenza ho fatto subito una "gaffe"impigliando le stringhe della scarpa di sinistra nella leva del cambio e quindi facendo subito uno stop per riallacciare il tutto.I primi Km si consumano in città tra le macchine e i semafori,questo fà in modo di prendere le misure con la moto che si dimostra snella e leggera, con i comandi ben sagomati,una strumentazione ridotta veramente all'osso e una seduta abbastanza confortevole.
Finalmente si arriva alle prime curve e anche le auto sono decisamente meno presenti,questo fà si che il mio "accompagnatore"inizia a dare qulache smanettata, con  io che lo seguo   e provo a fare lo stesso.Avevo già sentito parlare della coppia che caratterizza le Ducati,ma non avevo mai avuto il piacere di provarla e devo dire che i bassi e i medi regimi sono una goduria e la spinta che si riceve è davvero notevole,anche il freno motore è molto forte e scalare le marce troppo velocemente non conviene,anche perchè il traction control dà un valido aiuto,così come l'ABS.La dinamica di guida è soggetiva nel senso che il limite era il mio,in quanto la moto trasmette una sensazione di leggerezza che sulle altre non ho avvertito così velocemente.Il tempo è veramente relativo e quando il momento che si stà vivendo è piacevole mezz'ora equivale a cinque minuti.Tirando le somme posso dire che questo è un test ride che valeva la pena di essere vissuto,sia per la moto in questione,sia per il giretto fra le curve della panoramica,quindi un grazie a Ducati Brescia è d'obbligo.


venerdì 27 maggio 2011

Motociclisti brava gente: il solleone

"Quando arriva il caldo estivo ,in teoria è il momento migliore per usare la  moto",  questo è all'incirca quello che dice chi non ha mai usato una moto.
I biker più coscienziosi infatti, sanno bene che in moto si viaggia protetti, e per esserlo in modo sufficiente almeno un giubbino con spalline gomitiere e paraschiena, fatto in tessuto resistente con un paio di guanti in pelle è il minimo che si può indossare. Detto questo anche un imbecille può capire che indossare pantaloni, giubbino,guanti e casco con 35°C o più, non è certo una goduria.
"Una volta in  movimento poi l'aria ti rinfresca"continuano i profani, peccato che guidare una moto, comporta un modesto esercizio fisico, che sommato al vestiario di cui sopra porta a risultati abbastanza umidi, che se esposti all'aria ad una certa età sono anche problematici.
Certo ci sono le eccezzioni tipo "manager sullo scooter in giacca e cravatta" a luglio, con macchia di sudore sulla schiena annessa .
O estremo opposto chi su una SBK repilca il 03 agosto, si agghinda di tutto punto con la tuta in pelle  intera, con gobba air-bag incorporata e sottotuta per poi arrivare al bar sotto casa.
Ad ogni modo quando arriva l'estate e non vi siete accorti che fà caldo, ci pensano gli utilissimi TG a ricordarvelo,con annessi consigli indispensabili tipo bere molta acqua e mangiare frutta e verdura,cosi avrete caldo lo stesso,ma per lo meno  sarete a dieta

sabato 14 maggio 2011

Test ride Aprilia Dorsoduro 1200

 Aprilia ha offerto nei suoi test ride , la prova della Dorsoduro 1200, supermotard tutta grinta e tecnologia.La prova andava prenotata on-line,(cosa che puntualmente ho fatto) solo che come sfiga vuole, quand'è arrivato il giorno del test il tempo ha messo il suo zampino  e un bel temporale ha costretto al rinvio della prova,(una moto da 130cv e l'asfalto viscido non vanno proprio d'accordo anche con la mappatura rain inserita)Riinviato l'evento ho  preso accordi con il concessionario Brixiabike di Roncadelle,che in realtà si trova in Mandolossa( zona famosa a Brescia per una specialità che non sono le moto) per un'altra data.
 Fortunatamente il giorno concordato ,il tempo non ha fatto altri scherzi e preparata la moto con un rifornimento di benzina e la compilazione dei moduli di responsabilità riesco a salire in sella.La seduta è abbastanza confortevole, forse la sella di serie potrebbe essere più morbida,ma per questo c'è la sella in optional  fatta in gel...con memoria di forma,che nel caso dei popò maschili soffrirà di amnesie,ma lasciando perdere le freddure, chi è basso farà fatica a toccare terra.La parte alta del corpo rimane decisamente eretta ,con le braccia larghe e i gomiti non troppo piegati,i comandi sono di facile azionamento e la strumentazione ridotta all'osso è sistemata dietro il faro-cupolino.

 La linea essendo un fattore estetico o piace o si detesta ,ma in generale è in stile motard .
Discorso diverso và fatto invece per la ciclistica e il propulsore che sono al top  della gamma.Basta guardare il telaio misto traliccio/piastra alluminio e reparto sospensioni pluriregolabili o dare un occhiata ai dati del motore per capire che questa moto và usata con cautela,infatti una volta lasciato il flusso principale del traffico,basta una smanettata un pò più convinta, per sentire la poderosa coppia che proietta in avanti con prepotenza e da subito,insistendo con più decisione sul gas interviene il limitatore che con la mappatura regolata su touring fà il suo intervento,sia per non far impennare la moto sia per non far slittare la ruota motrice.Con l'aumentare della velocità il vento che spinge sulle spalle fà desistere dal voler esagerare, ma questa moto è in grado di raggiungere i 240 Kmh ,non sò dove e quando,ma è in grado e anche abbastanza in fretta.Dinamicamente non infonde subito confidenza ma bastano poche curve per capire che il limite è solo del pilota in quanto si sentono i" gommoni"che poggiano sicuri sull'asfalto e a patto che appoggino sempre su asfalto,perche di doti fuori stradistiche non ne ho percepite molte.
Rientrato dal concessionario dopo un quarto d'ora scarso, come mi è stato raccomandato dallo stesso,
 parcheggio nel piazzalino e nel mettere il cavalletto mi accorgo che non è nel solito posto, ma ben più arretrato e alto e per inserirlo si fà una strana mossa con la gamba sinistra.In conclusione la Dorsoduro è una signora moto che  si colloca tra le stradali e le naked e non è per tutti o meglio è per chi ha sempre la testa collegata al polso destro mappature o traction control a parte.

sabato 7 maggio 2011

Motociclisti brava gente:la paura fà 90°

Ognuno di noi almeno una volta nella vita si è giocato un Jolly,intendiamoci non il Jolly dei mazzi di carte che sia poker o sette e mezzo,ma il Jolly che dopo un imprevisto( specie sulla strada) si presenta davanti ,di fianco o da qualsiasi altra parte.
Si dice che chi tiri troppo la corda prima o poi la spezzi,c'è chi la sorte la sfida gettandosi in sorpassi continui,chi facendo pieghe con le orecchie per terra,chi andando a manetta tra i boschi,chi facendo salti che farebbero impallidire certi scimpanzè o chi più semplicemente sfidando tutti i giorni il traffico delle città, che non è cosa da poco.
A me personalmente è capitato parecchie volte di tirar fuori questo Jolly, e sotto il casco le espressioni sia facciali che vocali che fuoriescono sono da evitare in qualsiasi altra occasione,pena l'isolamento forzato a Sant'Elena e la scomunica al Vaticano.
Naturalmente quando si parla di certe cose tra motociclisti l'argomento muore sul nascere e le mani degli interessati , vanno in automatico a palpeggiare lo scroto(di solito ognuno si tocca il suo,ma di questi tempi non si può mai dire) io mentre scrivo faccio lo stesso (nel senso che tocco il mio).
Il disonore tipico che può capitare dopo un  Jolly giocato male è quello di ritrovarsi  per terra inginocchiati tipo preghiera del venerdì in moschea, offrendo le terga al cielo e da questa posizione molto probabilmente è nato il detto la paura fa 90°.

martedì 26 aprile 2011

Motociclisti brava gente:l'acquazzone

La settimana lavorativa nel periodo primavera/estate, si sà è lunga e noiosa,e il motociclista tipo( anche se si reca al lavoro con la sua prediletta),nei momenti più noiosi o difficili non fà altro che fantasticare e poi progammare il giro del fine settimana.
E' quindi normale che la persona in oggetto dia l'impressione di essere svampita e distratta,ci mancherebbe ,con la mente impegnata a immaginare le strade sinuose e sgombre dal traffico come solo negli spot si possono vedere.Il motore che con il suo sound tiene compagnia,  meglio di una radio,(la voce del passeggero è superflua).
Finalmente arriva il venerdì sera e la voglia di partire  è quasi incotenibile,ne è la prova la strada alternativa presa per tornare a casa dal lavoro facendo le prove più disparate per simulare le situazioni del giorno successivo.
Ma c'è una cosa che fin dal lunedì, lavora come un tarlo la mente del soggetto:
La condizione meteorologica.
Per scacciare i cattivi pensieri, ci sono i metodi più disparati ma il più scentifico di tutti sono le previsioni del tempo a lungo termine,(che sono affidabili come le utilitarie low cost).



Sabato mattina è tutto pronto,  ognuno a suo modo ha organizzato la logistica come meglio crede,senza capi  e capetti che dicono fai così e fai cosà , data un ultima occhiata al cielo che non è nè grigio ne azzurro si ingrana la prima  e via si percorrono i primi Km e con loro i cattivi pensieri se ne vanno via veloci.Percorsi circa 40/50 Km , il pensiero più subdolo prende piano piano sostanza, ossia qualche gocciolina di acqua si posa sulla visiera, ma l'ottimismo che ha accecato il centauro ha la meglio sulla ragione e non fà vedere che all'orizzonte,( proprio là dove si vuole arrivare ci sono delle nuvole che starebbero bene giusto in posti come caponord o foreste pulviali ).La maggior parte delle volte,ci si ritrova ad" impattare "contro un muro d'acqua che nel giro di un minuto inzuppa i vestiti fino alle mutande ,a questo punto i più organizzati mettono in pratica la vestizione della tuta antiacqua che dopo anni di allenamento richiede 35.4 sec. per essere indossata completamente,i più sprovveduti si dividono in due branche principali:
-La prima, che prosegue il viaggio perchè essere dei duri comporta questo ed altro.
-La seconda,che si ferma per ripararsi ad ogni sporgenza che possa riparare dalle gelide gocce.
Ad ogni modo qualche imprecazione esce dalle bocche di tutte le categorie di centauri e sotto l'acqua i motociclisti sono tutti uguali e fanno anche un pò di malinconia.
Naturalmente l'acquazzone, accompagnerà i biker fino al ritorno a casa per poi non lasciare traccia di sè già dal lunedì mattina, quando il ciclo si ripeterà all'infinito.